ABBATTIAMO I MURI DELL’AFRO-PESSIMISMO

di Talia Loemba-Bouity

L’afro-pessimismo è un termine spesso usato per esprimere un certo pessimismo sull’evoluzione del continente africano. Spesso limitandosi a ciò che non funziona, attori politici, economici o sociali che si rifiutano di vedere i progressi compiuti su alcuni campi.

Questa visione di un continente sempre indietro che mai andrà avanti viene anche nutrita dai mass media che preferiscono mostrare ciò che non va sul continente, rifiutando di fare emergere alla luce e di presentare al mondo ciò che esiste e accade di buono.Quante volte abbiamo sentito parlare di guerre, di fame, di miseria e di corruzione? Certo, a volte le ragioni di queste realtà sono molto più complesse e da ricercare nell’evoluzione geopolitica mondiale. Purtroppo quando si tratta dell’Africa, nessuno pensa alla geopolitica; nemmeno gli “specialisti” e i “dottori” i più onesti si sforzano o riescono a farlo. È come se il continente africano fosse su un altro pianeta, e gli africani stessi fossero dei marziani.

L’Afro-pessimismo piace a tanti anche ad alcuni africani che si nutrono di questa visione per ambire a qualche posizione, o per migliorare la propria condizione. E, per meglio essere cooptati, alcuni africani si nutrono di questo cibo malsano e velenoso. Dietro l’immagine secondo la quale tutto non funziona, e che gli africani sarebbero incapaci di organizzarsi da soli, tanti sono gli individui che ci lucrano. In molti parlano di aiutare l’Africa mentre in realtà aiutano se stessi. Così, accade che, con la motivazione di “aiuto per combattere il terrorismo”, ad esempio, vediamo le basi militari straniere crescere e moltiplicarsi sul continente africano. Anche l’Italia è andata a cercare un posto dove fare abbronzare i propri soldati. Nel 2013 aprì una base a Gibuti. Ricordate? No? Agli amici che mi chiedono dell’Africa, rispondo chiedendogli di farci un salto.

Quelli che sono riusciti ad andarci tornano diversi, cambiati. Sospendono il giudizio. Rallentano, quando non azzerano, gli stereotipi e pregiudizi che li ha infettati per lustri. Moltissimi (a dire il vero, sono ancora in pochi ad andarci) capiscono meglio le cose e s’innamorano del posto dove hanno sostato. E poi contemporaneamente iniziano a odiare quelli che parlano male dell’Africa. Chi sa cosa succede durante i loro viaggi? Io la chiamo “la magia dell’Africa”. Altri ancora la chiamano mal d’Africa per la voglia irrefrenabile di tornarci. Insomma sento un richiamo verso la mia Africa, la nostra Africa.

Gli africani hanno la fortuna di aver ereditato un luogo stupendo che devono imparare a conoscere meglio. Gli africani, per primi, devono diventare i difensori del continente nel mondo. Devono presentare al mondo le bellezze del continente. Devono essere in grado di smontare alcune bugie che sono dette sull’Africa. Devono capire che il “futuro del mondo si gioca in Africa”. Non devono essere o diventare degli afro-pessimisti. Ecco perché una nuova narrazione è possibile per abbattere i muri dell’Afro-pessimismo.

 

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