AFRICANI E AFRODISCENDENTI E LA “SINDROME DEL TIRO DA CENTROCAMPO”

di Fred Kuwornu

Gioco di squadra, merito e talento se uniti, insieme, verso un’unica direzione sono una miscela esplosiva. Per anni in Italia è mancata e manca tutt’ora questa miscela. Se dovessi usare una metafora, penserei alle nazionali africane degli anni 80 per le quali tifavo perché si affacciavano timidamente alla ribalta con la presenza di grandi talenti individuali ma una scarsa capacità di gioco di squadra e, a volte, di schemi tecnici dei loro allenatori. Quella che definisco la “sindrome del tira da centrocampo” è ancora presente in molti Africani e Afrodiscendenti in Italia. Che siano o meno dei talenti, esiste ancora questa mentalità di tentare in diversi ambiti della vita sociale il colpo risolutivo impossibile, non ragionato e non costruito insieme a una squadra.

I talenti che ho conosciuto in Italia in diversi ambiti sono sempre stati isolati, sia per motivi geografici, sia per energie profuse nelle loro carriere, non avendo modo di costruirsi un team e una strategia di gruppo anche per mancanza di profili adeguati a quelli che cercavano.

La mia presenza negli Stati Uniti da ormai otto anni e le relazioni che ho con il mondo Afroamericano da anni mi fanno riflettere.

Anni fa, per il lavoro di Legacy che ho fatto sui soldati Afroamericani, ho avuto l’onore di essere ammesso ad honorem ad una fraternity centenaria gli: Alpha Phi Alpha. Storicamente l’iniziazione avveniva per solo gli Afroamericani, e ora per tutte le etnie, che frequentano il College nel periodo dell’immatricolazione. Gli Alphas nascono come club di studenti Afroamericani alla Cornell University nel 1906. Cornell è una della sette Ivy League, ovvero le università considerate più prestigiose.

Come organizzazione di studenti Afroamericani, Alpha Phi Alpha si estende velocemente in tutti gli Stati Uniti, nelle principali università ma anche negli HBCU, i Colleges di soli studenti neri. Nel frattempo i loro membri divenuti adulti, formano le principali organizzazioni e associazioni Afroamericane oltre che a eccellere nei loro campi specifici professionali, non dimenticandosi mai di coltivare l’amore per il servizio alla comunità in termini di illuminazione di nuove intelligenze.

Alpha Phi Alpha diventa un’organizzazione ben strutturata volta a creare leaders e leadership fra i giovani. Negli anni ne faranno parte: Dr. Martin Luther King Jr., W.E.B. Du Bois, Frederick Douglass, Andrew Young, Turgood Marshall, ma anche personaggi come Duke Ellington, o dell’entertainment come Lionel Ritchie, Barry Jenkins e Omari Hardwick.

Sempre nel 1909 W.E.B. Du Bois, insieme ad altri, fonda la NAACP la più potente associazione Afroamericana che insieme all’unione delle Chiese del Sud la Southern Christian Leadership Conference , è in prima linea nella vittoria dei Civil Rights.

Tutte queste organizzazioni sono modelli in cui confluiscono le menti più brillanti Afroamericani: studenti universitari, medici, commercianti, avvocati, piccoli imprenditori, pastori che per i meccanismi della segregazione potevano esercitare le loro professioni in ristretti ambiti territoriali. Un’aristocrazia Afroamericana si era già affermata a inizio secolo anche in Oklahoma ma verrà debellata con i riot di Tulsa.

La miscela che s’innesca da questi incontri e unioni diventa il motore vero della costruzione di Leadership autorevoli che non sono mai dei tiratori liberi ma si muovono in un sapiente gioco di squadra, all’interno di una strategia definita e sostenuta poi da milioni di Afroamericani delle classi disagiate.

Molti di noi, quando si parla di Dr. Martin Luther King in Italia equivocano la sua carismatica lotta come quella di un uomo solo e non comprendono che era solo “l’attaccante” di un gioco di squadra molto più strutturato, e figlio di papà. Dr. Martin Luther King Sr. aveva infatti stimolato il figlio a seguire le sue orme di leader della comunità iniziandolo negli studi al Morehouse college, altra roccaforte di organizzazione eufemisticamente leadership nera.

La lotta per i diritti civili è vinta soprattutto grazie alla forza ed energia delle cause legali intentate da avvocati brillanti come Fred Gray ed altri, e anche grazie all’apporto finanziario degli ebrei americani. L’altra strategia, sempre economica, è stata il boicottaggio verso le aziende dei trasporti che discriminavano i neri, arrivando a fare fallire alcune compagnie di trasporti locali.

Le marce sono invece il simbolismo con cui il movimento comunica ai media, provocando e attaccando l’establishment americano e segregazionista, impedendoli di usare la forza e permettendo di compattare tutto il resto degli Afroamericani e dei giovani americani. Chi non ha moneta o cervello mette a disposizione i suoi piedi a sostegno di chi ha prodotto una visione e strategia a lungo termine come le organizzazioni che ho citato.

La situazione italiana è ancora a un livello molto primitivo, purtroppo complice del fatto che l’Italia stessa è un Paese dove la meritocrazia è spesso assente e dove l’invidia abbonda nella cultura del Paese. Questo dato non ha permesso nemmeno alle battaglie di emancipazione di genere di fare progressi come in altri Paesi.

Queste due componenti, presenti anche in Africa, producono un effetto all’ennesima potenza per cui l’Africano e l’Afroitaliano, come qualsiasi cittadino italiano, sono spesso poco propensi ad affidarsi a un modello organizzativo volto a costruire leadership che si basi su questi valori declinati. La leadership non è mai data da qualcuno, non è un diploma universitario, né tantomeno una discendenza sanguinea, ma è la capacità concreta di sapere portare a termine un compito guidando più persone verso un obiettivo. I grandi nomi che ho citato prima sono emersi non individualmente ma dopo un percorso a ostacoli in cui hanno acquisito o portato prove concrete delle loro capacità. Se qualcuno vuole trasmettere empowerment di business deve dimostrare di avere accumulato ricchezze o avere fatto accumulare ad altri ricchezze. Se qualcuno vuole trasmettere empowerment di leadership dovrebbe avere conseguito nella sua carriera esperienze in cui abbia concretamente portato al successo uno o più obiettivi di persone, che siano esperienze di business, sport, cultura e o università.

Tutti i cambiamenti avvenuti nella Storia richiedono organizzazione formata da individui di merito e conoscenza del proprio campo. Persone in grado di elaborare una strategia e una visione a lungo termine da cui possono beneficiare anche quelli non in grado di elaborarla. Una decina di persone concentrate in un’unica direzione sono più efficaci di cento persone che tirano in direzioni diverse.

 

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