PERCHÉ STUDIARE È IMPORTANTE…

di Edwige Guiebre

Quante volte sentiamo i nostri genitori dire: “Studia se vuoi diventare qualcuno nella vita.”? E, spesso, è proprio per questo che si studia. Si studia per dovere, perché ci si sente obbligati non solo perché la premessa è quella dei nostri genitori. Si studia per ottenere degli ottimi risultati, inseguire dei sogni, continuare a studiare e finalmente conseguire una laurea per trovare un buon lavoro nel futuro. Accade anche che, proprio per quella premessa dei genitori, molti di noi, ragazzi e ragazze, non studino. Quando ci sentiamo obbligati e alla base non c’è un reale interesse o una passione, succede che quella cosa la facciamo controvoglia e, il più delle volte, non ci riesce bene. “Perché studiare…”

Forse io non sono nessuno per parlarvi di motivazione allo studio, ma voglio comunque condividere con voi la mia esperienza. Ho appena chiuso il mio percorso di studi e posso assicurarvi che la motivazione è importante. È vero, studiare non è tutto, si può ottenere molto nella vita senza aver conseguito dei risultati scolastici. Ci sono degli esempi famosi, come ad esempio quelli che fanno gli influencers collezionando dei followers, e chi fa le comparse in certe trasmissioni, e grazie ai followers si ritrovano una carriera avviata con successo assicurato.

Ognuno di noi sa far bene qualcosa. Ciascuno ha qualcosa da offrire. Abbiamo però la responsabilità di scoprirlo. Magari sapete bene scrivere, abbastanza bene da diventare scrittori o insegnanti. Oppure, abbiamo la vocazione dell’astronauta, del medico? Non possiamo saperlo fino a quando non facciamo un progetto per la nostra vita. Un’istruzione deciderà il nostro futuro. Ciò che oggi impariamo a scuola, nelle università, nel mondo del lavoro sarà decisivo e per determinare se, noi come persone, saremo competenti nel raccogliere le sfide che il futuro ci riserva. Abbiamo bisogno acquisire la conoscenza e la capacità di risoluzione dei problemi. Con lo studio delle scienze e della matematica sapremo curare le malattie.

Con la conoscenza acquisita attraverso gli studi, sapremo sviluppare nuove tecnologie per stare al passo con il tempo e potremo operare per la protezione dell’ambiente. Inoltre, abbiamo bisogno della capacità di analisi e di critica che si ottiene con lo studio della storia e delle scienze sociali per combattere la povertà e il disaggio, il crimine e la discriminazione. Gli studi umanistici spesso sono svalutati ma senza di loro, la società ne risentirebbe. Gli agenti sociali ci insegnano a non arrenderci, ci sostengono e ci aiutano a facilitare un dialogo tra le diverse etnie, insegnano ai bambini a vivere la diversità affinché nel futuro non serva parlare di integrazione.

Il nocciolo è di: sentirsi capaci, meritevoli, motivati, ambiziosi. I risultati arrivano solo se veramente desiderati. E spesso il problema non è quale risultato ottenere ma la mancanza di desiderio ma anche di disponibilità economiche per appunto realizzare il proprio desiderio.

Avere una consapevolezza in merito ai nostri interessi culturali, professionali, è fondamentale. Di fronte ad un piano di studi, serve sviluppare delle curiosità, avere la passione. Lo studio deve essere oltre all’impegno anche il piacere di mettere in movimento le nostre capacità razionali e intuitive, e semplicemente la gioia di acquisire nuove conoscenze. Dobbiamo investire i nostri soldi nello studio per comprendere il valore di cose che diamo per scontato. Studiare può essere un’avventura costosa, tasse universitarie, alloggi, costo della vita e altre spese.

Ci sono studenti, giovani volenterosi con talento e potenziale che parecchie istituzioni potrebbero finanziare, aiutandoli a realizzare i loro sogni. Nel futuro, spero che Ucai, Unione delle Comunità Africane d’Italia, nata per iniziativa di Otto Bitjoka, nuova realtà che vuole puntare a una sorta di migrazione al contrario, possa finanziare borse di studio per i giovani che intendono proseguire gli studi, o investire nelle piccole e medie imprese. Un investimento sul futuro di chi dimostra capacità ma economicamente disagiato.

Tanto di cappello a Rachid Khadiri Abdelmoula, classe 1987, di origini marocchine, da “Vù Cùmprà” a ingegnere. “Voglio continuare a studiare” – lo disse cinque anni fa. E l’ha fatto. Dimostrando che i sogni si possono realizzare, anche quando a farli, è un ragazzo che ha passato buona parte della vita a vendere gadget. Questo dimostra che tutti noi possiamo farcela, bastano la volontà e una forte motivazione.

“Lo studio è come la luce che illumina la tenebra dell’ignoranza, e la conoscenza che ne risulta è il supremo possesso, perché non potrà esserci tolto neanche dal più abile dei ladri. Lo studio è l’arma che elimina quel nemico che è l’ignoranza. È anche il miglior amico che ci guida attraverso tutti i nostri momenti difficili.”. (Dalai Lama)

 

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